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Sistema Nervoso Centrale

Il Tempo distrugge una memoria di ferro

Invecchiando è normale fare un po’ fatica a ricordare impegni e appuntamenti, ad imparare nuovi concetti o ad intraprendere nuove attività; in altre parole si percepisce di essere mentalmente meno reattivi e ciò può aumentare l’ansia e una sensazione di spaesamento e inadeguatezza.

Entro certi limiti questa sorta di “stanchezza mentale” è un fenomeno normale che non deve preoccupare, esiste però uno “stato di frontiera” o di transizione tra il normale invecchiamento e disturbi neurocognitivi maggiori che viene definito come Mild Cognitive Impairement (MCI).

L’MCI è una lieve compromissione delle funzioni cognitive e si presenta con alterazioni a carico della memoria, dell’attenzione o delle capacità esecutive, che pur non interferendo significativamente con le normali attività giornaliere, sono di maggiore entità rispetto a quelli che statisticamente si verificano in altri individui di pari età e istruzione.

L’MCI può rimanere stabile, ma alcune ricerche indicano che circa il 10-15% delle persone con MCI tende a progredire verso disturbi neurocognitivi maggiori; questo ha attirato grande interesse dei ricercatori che hanno implementato numerosi studi clinici su molecole con azione neuroprotettiva utili negli individui ad alto rischio di evoluzione negativa dell’MCI.

Come agire?

Per cercare di mantenere più a lungo in modo ottimale le prestazioni intellettive, si può agire:

Riducendo fattori di rischio (sovrappeso, fumo, diabete, ipercolesterolemia, ecc.) attraverso buone regole di vita (alimentazione equilibrata; attività fisica regolare; pochi alcolici, niente fumo, controllo del peso corporeo) e terapie mirate in caso di ipertensione, ipercolesterolemia e diabete.
Altre strategie preventive preziose consistono nel mantenersi mentalmente attivi, grazie al “training cognitivo” che consiste nel dedicarsi ad attività stimolanti (leggendo, frequentando mostre, cinema e teatri, usando dispositivi tecnologici ecc.) e ad attività interattive a livello familiare e sociale (seguire corsi di qualunque tipo, organizzare feste e viaggi di gruppo ecc.).

“Chiunque continua ad imparare resta giovane. La cosa più importante nella vita è mantenere la mente giovane” (Henry Ford)

Le terapie farmacologiche, ad oggi, non sono realmente efficaci nell’arrestare l’evoluzione patologica di un declino neurologico e cognitivo una volta che si è instaurato.

Tuttavia diversi studi clinici hanno confermato che il trattamento con integratori (o sostanze naturali) con proprietà antiossidanti e neuroprotettive, come l’omotaurina, le vitamine del gruppo B, o la colina, possono rappresentare un valido strumento nel rallentare i processi di invecchiamento e di declino del sistema nervoso centrale.

Per approfondimenti consultare:

Anti-inflammatory Effects of Homotaurine in Patients With Amnestic Mild Cognitive Impairment – PubMed (nih.gov)

Homotaurine Effects on Hippocampal Volume Loss and Episodic Memory in Amnestic Mild Cognitive Impairment – PubMed (nih.gov

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